innoimmoi

progetti di riuso temporaneo per Sinnai

articolo

innoi: avv. srd [qui, qua, in questo luogo]

immoi: avv. srd [ora, subito, adesso]

 

innoimmoi (hic et nunc) è un progetto di riattivazione degli spazi residuali, inutilizzati e sottoutilizzati tramite le pratiche di uso temporaneo. Innoimmoi è anche il primo progetto pilota dell’Associazione, iniziato nel 2016 e ancora in corso.

La crescita della città nel corso degli anni, contemporaneamente all’imponente utilizzo dell’auto come principale mezzo di trasporto, ha causato lo spopolamento dei centri storici e l’evoluzione delle città verso una strutturazione urbana poco orientata al pedone: ne sono un esempio i marciapiedi inesistenti in alcune zone cittadine e la presenza di  innumerevoli barriere architettoniche.

La città di Sinnai è un esempio di tale evoluzione e per questo motivo l’abbiamo scelta come fulcro del nostro primo progetto di rigenerazione urbana Innoimmoi.

Analizzando il territorio di Sinnai siamo rimasti colpiti dalla sua porosità e ci siamo resi conto di quanti spazi, inutilizzati o sottoutilizzati, facessero al caso nostro.

L’abbondanza di spazi verdi e il susseguirsi di corti e cortili interne danno vita a una seconda città, che riporta alla mente la Sinnai delle prime origini. Altrettanto importante è il vasto paesaggio rurale che ha subito e subisce un lento e continuo degrado a causa dello spopolamento.

Viviamo un’epoca storica in cui prevale un graduale ritorno alle pratiche lente, intendendo tutte quelle attività, compreso il camminare, che sono state assorbite e ridimensionate dalla velocità del mondo moderno.

Si pensi alla rinnovata attenzione che stanno conquistando l’agricoltura e la manifattura artigianale, l’avvicinamento del mondo architettonico a sistemi costruttivi quasi dimenticati e che ora vengono rispolverati come la bioedilizia, la sensibilità diffusa verso il chilometro zero e via dicendo.

Stare in un’isola ha lo svantaggio di farci sembrare esclusi, quasi prigionieri di un tempo oramai superato altrove, ma per immoi questa condizione può invece rappresentare una straordinaria opportunità.

L’isolamento ci ha permesso di custodire usi e conoscenze e ci mette in una posizione privilegiata di sperimentazione: abbiamo la possibilità di guardare cosa hanno fatto le altre città europee replicandone i successi ed evitando gli sbagli commessi.

Possiamo guardare con entusiasmo le varie pratiche che ci arrivano da Berlino, Rotterdam, Amsterdam, Milano, Siviglia e così via nelle quali molte aree abbandonate sono diventate un campo di sperimentazione per diverse popolazioni: eventi artistici e culturali, pratiche dell’abitare temporaneo, alloggio e turismo low cost, orti urbani o commercio informale sono solo alcuni degli esempi possibili che hanno generato una serie di nuovi servizi autogestiti per la città.

In un periodo di crisi come quello che attraversiamo non è più accettabile, o comunque difficile, pensare solo a grandi progetti risolutori che richiedano imponenti investimenti.

Pensiamo, al contrario, sia necessario puntare su micro-interventi sussidiari che vedano prima di tutto il coinvolgimento degli abitanti e comportino una spesa minima in grado di valorizzare il più possibile quello che la città offre.

immoi nasce dall’esigenza di colmare questi vuoti, investendo sulle diverse competenze degli abitanti e sulla riscoperta delle risorse del nostro territorio.

Queste risorse e competenze dovranno essere immesse e convogliate in un unica rete per creare, a seconda dei casi eventi, laboratori, spazi verdi e, quando possibile, ospitare realtà esterne che, oltre all’esperienza turistica, saranno un momento di condivisione e confronto per tutta la comunità.

Grande importanza avranno, inoltre, i massivi flussi di scarto presenti nel nostro territorio: la blue-economy dovrà diventare un fattore trainante in tutte le nostre attività future.