Agri-Cultura

Nutrirsi, coltivare e riciclare la scuola

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Agri-Cultura è un progetto che nasce grazie al contributo della Fondazione Sardegna e in collaborazione con l’Agenzia regionale Laore e l’Amministrazione comunale.


COME SI DIVENTA CONSUMATORI ATTENTI E SOSTENITORI DEI PRODOTTI LOCALI SE NON SI CONOSCONO L’ORIGINE DEI CIBI, LA LORO STAGIONALITÀ E PROVENIENZA?

Valorizzare e promuovere il consumo di prodotti agroalimentari di qualità, locali e a filiera corta avrà il duplice vantaggio di creare consumatori consapevoli e sostenitori delle produzioni locali, le quali oggi patiscono più che mai la concorrenza di prodotti nazionali e internazionali.


Il Progetto

L’idea di accompagnare 150 bambini della Scuola dell’Infanzia e Primaria di Via Trento (Sinnai) arriva dall’esigenza di tessere un nuovo legame tra i bambini e il loro territorio. Infatti, secondo alcuni studi realizzati in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione molti bambini disconoscono le nozioni base base riguardo la natura e l’origine degli alimenti. Non è raro, specialmente tra i più piccoli, assistere alle più creative spiegazioni di come gli ortaggi crescano sugli alberi o le uova nascano sugli scaffali dei supermercati.

Nonostante in un primo momento tanta immaginazione possa far sorridere non ci si può non interrogare sul perché la società attuale abbia perso in modo così critico il proprio rapporto con la natura. Il progetto Agri-Cultura parte da queste considerazioni e mira, tramite un percorso di riscoperta consapevole dei cicli di produzione agro-pastorale,  a contribuire alla formazione di una cultura alimentare e ambientale tra i più piccoli.

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I 3 moduli principali del progetto sono legati ai temi dell’educazione ambientale, educazione alimentare (che coinvolgerà anche le mense frequentate dai bambini) e la creazione di un orto scolastico. Attraverso le attività svolte i bambini hanno imparato a riconoscere quali prodotti vengono offerti dal territorio in cui vivono e in che modo essi possano essere combinati; hanno conosciuto fattorie didattiche locali  specializzate nella produzione e lavorazione di prodotti a km 0; hanno parlato di blue-economy e analizzato i flussi di produzione/scarto all’interno dell’istituto, individuando soluzioni di riuso; hanno costruito e piantato con le proprie mani l’orto della scuola, capendo la fatica che l’agricoltura implica e apprezzandone maggiormente i frutti.